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Sindacato Ragionieri Professionisti del Lazio

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Ragionieri, una storia lunga un secolo

Luca PacioliIl 15 luglio 1906, nel castello di Racconigi (Cuneo) il Re Vittorio Emanuele III firmava la "Legge sull'esercizio della professione di Ragioniere". La pubblicazione della legge (n.327) sulla Gazzetta Ufficiale del Regno sarebbe avvenuta il successivo 18 luglio 1906.

Aveva così inizio la storia di uno dei più antichi Ordini professionali d'Italia, che da quel momento in poi si sarebbe costantemente intrecciata con quella dello sviluppo economico e sociale della nazione.

La legge disciplinò l'esercizio pubblico della professione e ne stabilì le strutture dell'organizzazione. Sancì, soprattutto, l'obbligatorietà dell'iscrizione nel collegio dei Ragionieri, organismo cui la legge attribuiva rilevanza istituzionale.

In realtà, le origini della professione di Ragioniere si perdono nella notte dei tempi. Lo scriba, figura prestigiosa nell'antico Egitto e nelle civiltà del vicino oriente, il "procurator a rationibus"che nell'antica Roma aveva diritto al titolo di "perfectissimus", svolgendo un ruolo nella gestione della cosa pubblica simile a quello oggi svolto dal Ragioniere Generale dello Stato, sono i due più importanti esempi di come la professione contabile abbia antiche radici. La nascita della moderna ragioneria avvenne però a Venezia, nel quindicesimo secolo, quando, grazie al genio di Fra' Luca Pacioli, fu inventato il metodo "della partita doppia".

Dopo quella fondativa del 1906, un'altra data importante è il 1910, quando la professione fece un nuovo significativo passo in avanti, riuscendo a ricondurre ad unità la complessa costellazione di Enti ed organismi di diversa natura sorti negli anni all'interno della categoria. Vennero allora poste le basi per la nascita di un organismo unitario di rappresentanza della professione che costituì per più di quattro decenni, fino alla riforma del 1953, il punto di riferimento nazionale per tutti i Collegi e tutti gli iscritti negli Albi dei Ragionieri.

Negli anni tra le due guerre mondiali, con l'istituzione delle lauree in economia, rilasciate dalle scuole superiori di commercio o dall'Università Commerciale Bocconi di Milano, ebbe inizio - all'interno della professione di Ragioniere - un dualismo destinato a durare nel tempo.

Con la riforma del 1953 tale dualismo ebbe uno sbocco legislativo, con la nascita della professione gemella di "dottore Commercialista".

Prese così il via una nuova fase della storia della professione, quella che stiamo ancora vivendo: sono gli anni della crescita e del cambiamento.

La crescita in termini numerici nel dopoguerra è costante ed impetuosa: i 2.671 iscritti nel 1953 diventano 15.000 nel 1983, 27.000 nel 1993, 39.000 nel 2003. Oggi i Ragionieri italiani sono oltre 40.000, iscritti negli Albi di 124 Collegi.

I ragionieri sono protagonisti dello sviluppo degli anni '60. Il boom economico vede i professionisti contabili in prima fila.

Si creano le basi per un ulteriore cambiamento. Negli ultimi vent'anni i Ragionieri commercialisti si sono radicalmente rinnovati: è mutato il percorso formativo, ridisegnato nel 1993 con l'introduzione del requisito della Laurea in Economia o in Giurisprudenza; è mutato e muta quotidianamente l'ambito delle competenze professionali; è addirittura rivoluzionata la struttura e l'organizzazione degli studi, che hanno dovuto confrontarsi ed adeguarsi all'irrompere delle nuove tecnologie informatiche.

L'ultima grande trasformazione dei ragionieri ha visto la luce il 1 gennaio 2008, con la nascita dell'Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, nel quale sono confluiti con i dottori commercialisti. Le due grandi famiglie dei commercialisti italiani si sono ricomposte.

Per i Ragionieri, dopo cento anni di vita, è cominciata una nuova storia.

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